CORONAVIRUS ED EDILIZIA: L' ANCE RICHIEDE MISURE AD HOC
Il presidente dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili evidenzia la mancanza di misure specifiche per l’edilizia nel Dpcm dell’11 marzo.
Gabriele Buia, presidente dell’Ance, Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, affida ad una lettera aperta l’appello per la sicurezza di lavoratori e imprese dell’edilizia, un settore che coinvolge circa 2 milioni di lavoratori.
Le nuove disposizioni previste nell’ultimo Dpcm in troppi casi faticano ad allinearsi con l’organizzazione dei cantieri. Infatti, l’Ance ha rilevato un elenco di difficoltà su tutto il territorio nazionale, quali:
- impossibilità di reperire dispositivi di protezione individuale;
- impossibilità di assicurare servizi di trasporto, vitto e alloggio agli operai in trasferta;
- respingimenti ai posti di blocco del personale e dei materiali diretti ai cantieri;
- subappaltatori, fornitori e personale della committenza che non si presenta nei luoghi di lavoro.
“Nel rispetto delle indicazioni contenute nel Dpcm dell’11 marzo e vista l’impossibilità di assicurare in tutti i cantieri le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori - spiega il presidente Buia - con grande senso di responsabilità, ci troviamo costretti a chiedere un provvedimento che consenta di poter sospendere i cantieri, fatte salve le situazioni di urgenza ed emergenza”.
“Dobbiamo prendere atto che non ci sono le condizioni per poter proseguire. - aggiunge Buia - Avremmo voluto resistere e andare avanti il più possibile, ma alla fine dobbiamo prendere atto della situazione. Una richiesta grave e inedita per uno dei principali settori economici del Paese, che si è resa necessaria in questi difficili giorni, viste le difficoltà di proseguire senza esporre imprese e lavoratori a rischi non gestibili”.
Alla luce di queste criticità, i costruttori chiedono al Governo di adottare la seguente serie di misure necessarie da inserire nel prossimo Dpcm, per consentire alle imprese edili di sospendere i cantieri:
- ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso;
- sospendere tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali, assistenziali e di qualsiasi altro genere in scadenza;
- garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva e automatica di tutti i debiti e attivare immediati pagamenti per i cantieri che si fermeranno.
Uno sforzo eccezionale, quindi, richiesto affinchè le imprese edili possano tornare quanto prima a lavorare per far crescere il Paese più forte di prima.